Iniziare a suonare la chitarra a 40 anni o più è assolutamente possibile. Non esiste un’età limite per imparare uno strumento, cambia solo il modo in cui si apprende.
Da adulti si è spesso più costanti e consapevoli, ma anche più esigenti con se stessi. Questo può creare pressione e portare a sottovalutare i progressi reali.
L’obiettivo iniziale non dovrebbe essere la velocità, ma costruire continuità e piacere nello studio.
Indice dei contenuti
L’approccio giusto: meno teoria, più pratica
Se conosci già gli accordi principali, sei già nella fase più importante dell’inizio.
È assolutamente sensato rimandare gli accordi con barré. Non è una limitazione definitiva, ma una scelta utile per mantenere motivazione e ridurre frustrazione.
Molti brani si possono suonare interamente senza barré, quindi puoi già fare musica reale con quello che sai.
Come impostare una routine quotidiana
Non serve studiare a lungo, e soprattutto non serve pretendere di trovare ogni giorno il “momento perfetto”.
Per chi lavora, ha famiglia, impegni o semplicemente giornate piene, la chitarra non può diventare un’altra fonte di stress. Deve essere uno spazio piccolo ma stabile, anche imperfetto.
A volte saranno 20 minuti, altre volte 10, altre ancora solo 5 minuti rubati alla giornata. E va bene così.
L’obiettivo non è la performance quotidiana, ma non perdere il contatto con lo strumento.
Una possibile struttura, molto flessibile, può essere:
- 5 minuti → riscaldamento delle mani, anche solo per “riprendere confidenza”
- 10 minuti → cambi tra due o tre accordi semplici, senza fretta
- 10 minuti → ritmo base o metronomo, anche solo tenendo il tempo
- 5–10 minuti → suonare una canzone facile, anche solo una parte
La regolarità conta più della durata. È molto più efficace suonare poco ma spesso, che aspettare il giorno libero perfetto per studiare un’ora intera.
E soprattutto: non tutti i giorni saranno uguali. Alcuni giorni sembrerà di non progredire, altri giorni tutto verrà naturale. Fa parte del processo, non è un segnale che “non si è portati”.
Anche pochi minuti al giorno possono diventare un momento speciale, non solo per chi suona ma anche per chi hai intorno. La chitarra, spesso, diventa qualcosa che unisce e incuriosisce chi ci sta vicino.

Cambio accordi: prima lentezza, poi fluidità
Il cambio di accordi richiede tempo e ripetizione.
Un esercizio efficace è lavorare su due accordi alla volta, passando da uno all’altro lentamente fino a rendere il movimento automatico.
Esempi utili:
- DO → SOL
- LA → MI
- RE → LA
Solo dopo si inserisce il tempo.
Il ritmo: la base della musica
Il ritmo è ciò che trasforma gli accordi in musica vera.
All’inizio basta mantenere un movimento regolare della mano destra su un tempo costante, anche senza schemi complessi.
Il metronomo aiuta a stabilizzare il tempo e a sviluppare precisione.
Percorsi consigliati per iniziare
Se vuoi seguire un percorso ordinato invece di andare a tentativi, puoi partire da queste sezioni:
Queste tre aree sono la base reale per iniziare a suonare canzoni complete nel minor tempo possibile.
Libro consigliato
Se vuoi un percorso ancora più guidato, con esercizi progressivi e canzoni semplificate, può esserti utile:
👉 Chitarra Da Spiaggia – il libro
Un metodo pensato proprio per chi vuole imparare a suonare senza teoria inutile, partendo subito dalla pratica e dal divertimento.
FAQ
È troppo tardi per iniziare a suonare la chitarra a 40 anni?
No, non è troppo tardi. L’apprendimento cambia rispetto ai bambini, ma la capacità di imparare resta intatta.
Quanto tempo serve per suonare una canzone?
Dipende dalla costanza. Con 20–30 minuti al giorno, in poche settimane si possono suonare brani semplici.
Devo imparare subito gli accordi con il barré?
No, è meglio rimandarli. Si possono suonare molte canzoni complete senza barré.
È normale fare fatica a cambiare accordi?
Sì, è una delle difficoltà principali all’inizio. Si risolve solo con la ripetizione lenta e costante.
Serve studiare teoria musicale?
Non subito. All’inizio è più importante sviluppare coordinazione e ritmo attraverso la pratica.

